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Addio al Conte Giannino Marzotto

16 Luglio 2012
Addio al Conte Giannino Marzotto
Credo che il modo migliore per di ricordare la figura del Conte Giannino Marzotto sia quello di riportare qui appresso un articolo ch’egli stesso scrisse per ricordare la vittoria nella Mille Miglia del 1950 dal quale traspare lo spirito con cui, molto giovane affrontò le corse automobilistiche.
CON ENTUSIASMO STUDENTESCO …
Nel tardo 49 avevo acquistato una delle prime berlinette (forse la terza) Ferrari 2 litri 12 cilindri.
Visitando la Touring – che la stava carrozzando – vidi il progetto del coupè 2000 “Le Mans” 110 hp e decisi che avrei cambiato al più presto la mia comoda gran turismo con quella novità assai più scattante.
Ferrari mi ricevette con molta cortesia e senza particolari motivazioni o enfasi mi disse che aveva montato sul mio “ Le Mans” un motore di 2.340 cmc con 146 cavalli: una bomba ! ...
La piccola “ Le Mans” con motore potenziato (velocità massima 196 km orari a 6.600 giri/Km, da fermo in 27 secondi) vinse la Mille Miglia davanti all’Alfa Romeo.
Avevo a Bologna pochi minuti di vantaggio sull’Alfa Disco Volante di Fangio e Ferrari – mi disse: “… tira tutto … Tira tutto ...”. Fu l’unica volta che mi diede del “tu”. Io, mai.
Il commendatore fu soddisfatto del risultato ed anch’io ebbi il piacere – tornando a casa con la macchina ancora numerata ed impolverata – di ricevere le congratulazioni di Fausto Coppi che, a sua volta, smontava vittorioso da una gara in bicicletta.
Spartimmo con la “Scuderia Ferrari “ gli esigui premi, ma con Marco Crosara che mi accompagnava in gara, decidemmo di fare un regalo personale a Ferrari.
Poiché eravamo entrambi laureandi – totalizzando insieme 45 anni di età – si pensò di far realizzare ai “Fratelli Bulgari” una targa d’oro rappresentante il “Le Mans” proteso alla vittoria; apponemmo sulla cera di fusione questa dedica autografa: “Ad Enzo Ferrari…. Con entusiasmo studentesco.”
Quando porsi l’omaggio al commendatore, egli lo ricevette e rispose senza nulla dire; forse – sotto sotto - “l’entusiasmo studentesco”era suo.
 
La figura del pilota Marzotto invece si staglia nitidissima nelle parole del grande Enzo Ferrari.
….UN CAMPIONE
“Fra i clienti della Ferrari ci sono stati dei gentleman driver dotati al pari di un professionista di valore …
E’tipico in questo senso il caso dei fratelli Marzotto ….
Giannino l’avvocato, è stato un pilota velocissimo, un giovane alla Varzi per la freddezza del calcolo e del ragionamento e il cipiglio e la grinta. Le sue vittorie alla Mille Miglia hanno detto quale fosse il suo amor proprio. Ecco: Giannino sarebbe stato un ottimo pilota professionista e forse addirittura un campione.”
(Enzo Ferrari, Le mie gioie terribili 1962)
Quando un giorno ricordai al conte Giannino la citazione di Ferrari sopra riportata si limitò a rispondermi: ”Forse morto” senza aggiungere altro.
Non deve essere stato facile interrompere così presto come fece l’attività agonistica, incompatibile con gli obblighi professionali e sociali che gli derivano dall’appartenere ad una grande dinastia industriale.
 
Il mio primo ricordo di Giannino Marzotto risale al 2000 quando in occasione di una cena promossa dal Club Giovani Piloti , lo invitai a Brescia per fargli raccontare delle sue Mille Miglia. Fu gentilissimo, mi portò una cinquantina di fogli scritti al computer che raccoglievano tutti i suoi ricordi in campo automobilistico, gran parte di quegli appunti li ritrovai nel bellissimo libro autobiografico che pubblicò nel 2006 dal titolo “ Così è o mi parve”.
In questi ultimi anni ebbi poi l’occasione di rivederlo parecchie volte anche nella splendida cornice della sua Villa a Trissino, i ricordi e gli anedoti da riportare sarebbero innumerevoli, ma preferisco per inquadrare la personalità di Giannino riportare la dedica che accompagnò il libro di cucina che scrisse nel 2002 e mi donò in occasione del natale di quell’anno:
Caro Davide,
dopo aver fatto la “Barba alle Curve”mi sono dedicato alle “Sfumature Culinarie.
E’un “Arte” anche questa !
Speriamo piacciano anch’esse ai Giovani sportivi cui auguro …. Buon Appetito.
Cordiali saluti.
Non riuscì mai a chiamare il Club Giovani Piloti con il suo vero nome, probabilmente, e con ragione, pensava che i veri piloti fossero un’altra cosa … anche se  nella nostra giovinezza ritrovava con simpatia e arguzia i suoi tempi di giovane PILOTA.





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