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19 Aprile 2016
Terre di Canossa 2016 si conclude un'edizione da Record! L'auto più elegante: Lancia Lambda del 1928 del Museo Nicolis


Dal 14 al 17 Aprile 2016, fra le incantevoli strade di Emilia, Liguria e Toscana, si è svolta la VIa edizione del  ‘Terre di Canossa’, caratterizzata dall’inimitabile cocktail di sport, passione, turismo, cultura, enogastronomia e serate uniche, tutto nel rispetto dell’ambiente.
Un’imponente macchina organizzativa ha marciato per un anno con l’obiettivo di realizzare una manifestazione ai massimi livelli e i risultati sono stati sotto gli occhi di tutti: piazze gremite, partecipanti entusiasti e paesaggi incantevoli per 4 indimenticabili giorni.

LA GARA E IL PODIO
Ben 85 prove a cronometro hanno acceso la sfida tra i 105 equipaggi iscritti. Tutte prove di notevole difficoltà tecnica e di ogni tipologia: lunghe e corte, in linea e in autodromo, in salita e in discesa, alcune in curva e alcune nascoste, alcune veloci come quelle di Monte Marcello, altre panoramiche come al Monte Serra, altre ancora uniche e suggestive come sulle antiche Mura di Lucca.
Le premiazioni hanno avuto come sempre luogo a Reggio Emilia, nella storica Sala del Tricolore, dove nel 1797 fu adottata la bandiera nazionale.
Sul terzo gradino del podio della classifica finale assoluta sale l’equipaggio 41, Margiotta Perno, su Volvo PV 544 Sport del 1965, il secondo posto va all’equipaggio, 8, Di Pietra–Di Pietra, su Fiat 508 C del 1938, mentre con soltanto 0,72 penalità di vantaggio si aggiudica la vittoria l’equipaggio 5 Vesco-Guerrini su Fiat 508 S Balilla Sport del 1934, portando a casa un prestigioso orologio Eberhard & Co ‘Tazio Nuvolari’.
La classifica anteguerra incorona ancora una volta l’equipaggio 5 Vesco-Guerrini su FIAT 508 Balilla Sport del 1934.
La classifica Auto Moderne vede primo l’equipaggio 105, Del Bufalo–Del Bufalo, su Ferrari 458 Spider.
Prima Scuderia classificata si riconferma il Classic Team Eberhard.
La Coppa delle Dame va all’equipaggio 6, Bignetti Bignetti–Ciatti, su Fiat Balilla 508 S del 1936.
La folta presenza straniera accende la sfida per le coppe internazionali e per il prestigioso orologio Tazio Nuvolari messo in palio da Eberhard & Co. per il primo tra tutti gli equipaggi stranieri, vinto dagli argentini Tonconogy-Ruffini.
Grande sfida anche per i due trofei riservati ai piloti non prioritari, caratteristici del Terre di Canossa: il Trofeo Eberhard Forte dei Marmi, vinto dagli inglesi Kirkpatrick-Kirkpatrick, e il Trofeo Tricolore che va all’equipaggio Giacoppo-Grillone.
Entrambi si aggiudicano un orologio Champion V messo in palio da Eberhard & Co.
La classifica speciale per le prove di media vede vincitore l’equipaggio bresciano Gatta-Piccinelli.
Il premio Gare d’Epoca dedicato all’auto più elegante è invece stato assegnato alla rarissima Lancia Lambda VIII serie del 1928 del Museo Nicolis, la prima vettura al mondo di serie con telaio e struttura portante, capolavoro di Vincenzo Lancia.

I NUMERI DEL TERRE DI CANOSSA
Quest’anno i numeri dell’evento sono da record:
•    105 gli equipaggi, che hanno fatto registrare il tutto esaurito all’evento prima della chiusura delle iscrizioni
•    16 le Nazioni rappresentate, tra cui molti Paesi Europei, ma anche Paesi lontani come Qatar, Stati Uniti, Russia, Argentina, Giappone, Australia,...
•    29 le case automobilistiche presenti
•    32 le vetture anteguerra in gara
•    23 i piloti prioritari (Top e "A”), a confermare la valenza sportiva della gara
•    85 le impegnative prove di regolarità, disseminate lungo i 680km del percorso
•    2 i Trofei riservati ai Piloti ‘non prioritari’
•    1 sfidante prova di media
•    300 le persone coinvolte a vario titolo nella gestione della gara: dai soci della Scuderia Tricolore allo staff organizzativo di Canossa Events, al personale sportivo, cronometristi, fotografi, agenti della Polizia Stradale,…
•    4 gli splendidi orologi messi in palio da Eberhard & Co.

LA VI EDIZIONE…
L’edizione di quest’anno del Terre di Canossa è stata dedicata al 70° Anniversario della Repubblica Italiana e al 970° Anniversario della nascita di Matilde di Canossa, Regina d’Italia nel XII Secolo e ‘madrina dell’evento’, certamente una delle figure chiave della storia medievale, donna progressista e indipendente, nobile e guerriera che svolse un ruolo fondamentale negli equilibri politici e storici dell’epoca.
Città d’arte, paesaggi meravigliosi, antichi castelli, dolci colline e impegnativi passi di montagna fanno da scenario ad un evento tra i più importanti nel panorama internazionale per auto storiche. La gara si è svolta su un percorso di circa 680 km e ha visto gli equipaggi sfidarsi su 85 impegnative prove a cronometro. Il Terre di Canossa non è però solo gara, ma è soprattutto una combinazione vincente di auto meravigliose e di gentlemen drivers che arrivano da tutto il mondo per questa opportunità unica di vivere l’Italia in un modo speciale combinando l’adrenalina della competizione con il piacere della buona cucina italiana e della scoperta dei territori attraversati dal percorso. La fatica della guida è infatti stata magistralmente intervallata da momenti conviviali.

UN’EDIZIONE ‘ROSA’
Un numero in particolare spicca su tutti: il 35% dei partecipanti sono donne, senza bisogno di ‘quote rosa’…. Terre di Canossa realizza infatti il sogno di essere allo stesso tempo una gara impegnativa e un’occasione di piacevole turismo, apprezzata sia dai più agguerriti piloti, sia da chi è in cerca di una vacanza un po’ speciale.

UN’EDIZIONE ‘VERDE’
Confermata l’attenzione all’ambiente da parte dell’organizzazione, che anche quest’anno ha adottato volontariamente il protocollo CarbonZero e compenserà completamente le emissioni residue di CO2 mediante piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano. Il Terre di Canossa si riconferma l’unico evento del settore a ‘emissioni zero’.



I COMMENTI ‘A CALDO’
“Il Terre di Canossa si è ormai stabilmente affermato come un evento di riferimento tra le grandi gare di regolarità nel mondo e come un punto di ritrovo per gli appassionati del settore”, afferma Luigi Orlandini, presidente della Scuderia Tricolore e visionario fondatore di Canossa Events. “E’ un piacere sentire i partecipanti dire: -Ci rivediamo a Canossa!- (e sorride N.d.R.). Un successo dovuto soprattutto all’entusiasmo sincero dei partecipanti e alla passione dell’affiatato team che ogni anno, per 12 mesi, lavora sodo per costruire un evento sempre più bello. Ci rivediamo quindi a Canossa dal 20 al 23 aprile 2017!”.

Il Presidente Luigi Orlandini, a nome di tutta l’organizzazione, ringrazia inoltre di cuore tutti coloro che hanno reso possibile il successo dell’evento: in primo luogo i partecipanti, che con il loro entusiasmo e la loro passione hanno reso unico il Terre di Canossa.
E poi un grazie a tutte le città che hanno ospitato il passaggio della manifestazione, agli Ufficiali di Gara della CSAI e a tutti i collaboratori, senza il cui supporto tutto questo non sarebbe stato possibile.

Un ringraziamento speciale alla Marina Militare, che ha aperto le porte dell’Arsenale per un momento di celebrazione di una delle più importanti e storiche eccellenze nazionali.

Un ringraziamento infine alla Polizia Stradale, il cui prezioso supporto è stato riconosciuto anche dai partecipanti che durante le premiazioni hanno accolto gli agenti della scorta con una standing ovation interminabile.

Un progetto di grande respiro internazionale, reso possibile anche dal fondamentale contributo degli sponsor, in particolare Eberhard & Co. e Abarth.

IL PERCORSO E IL PROGRAMMA
La lunga opera di ricerca e le tante ricognizioni hanno portato a tracciare un percorso come sempre nuovo e vario, lungo strade panoramiche e ogni paesaggio tipico dell'Italia, dalla pianura fino al mare, attraverso verdi colline e spettacolari montagne.
La bellezza dell’Italia è infatti lo scenario che tradizionalmente accompagna le splendide ‘opere d’arte a quattro ruote’ del Gran Premio Terre di Canossa.
Molto apprezzati la partenza da Parma e i passaggi in Piazza dei Cavalieri a Pisa, in Piazza Anfiteatro a Lucca e in Piazza del Duomo a Pietrasanta.
Indimenticabile poi la lunga sfilata sulle antiche Mura di Lucca.
Spettacolari le strade delle Cinque Terre, di Lerici e del Golfo dei Poeti, i passi appenninici del Cento Croci e delle Radici e l’attraversamento delle Alpi Apuane.
Memorabile anche la Serata di Gala che si è tenuta nella cornice mozzafiato dell’Abbazia di Valserena a Parma.


IL RESOCONTO GIORNO PER GIORNO

Giovedì 14 aprile: l’accoglienza e la serata di gala
Circondati dal bello che solo certe zone d’Italia sanno offrire, la sesta edizione del Terre di Canossa si è aperta con la serata di gala nella spettacolare cornice dell’Abbazia di Valserena. Ad accogliere gli oltre 200 partecipanti nelle navate della storica chiesa trecentesca, antichi affreschi e opere d’arte insieme alle arie verdiane suonate dai Musici di Parma e ai piatti prelibati dello chef stellato Massimo Spigaroli, eccellente ‘portavoce’ della cucina parmense.
Dopo le note dell’Inno di Mameli, il benvenuto ufficiale è stato dato dal Presidente della Scuderia Tricolore Luigi Orlandini e del Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, felice di accogliere i tantissimi equipaggi italiani e stranieri.

Venerdì 15 aprile: il primo giorno di gara. Da Parma alla Liguria
Venerdì 15 aprile, la prima tappa percorre Emilia e Toscana: da Parma a Bocca di Magra.
Alle 9.00 tutte le auto sono già schierate nella grande piazza del Palazzo della Pilotta, pronte a partire per Varano de Melegari, dove nell’autodromo si disputa il primo gruppo di prove speciali.
Le successive curve portano gli equipaggi al cospetto del famoso Forte di Bardi, per arrivare alla sosta organizzata nel centro storico di Borgo Val di Taro.
Ancora numerose prove a cronometro hanno accompagnato poi i partecipanti attraverso il Passo di Cento Croci, in uno scenario reso ancora più affascinante dal magnifico anticipo di primavera,  fino al mare di La Spezia dove le auto hanno avuto l’onore di sfilare tra i vascelli della Marina Militare Italiana, vanto Italiano riconosciuto in tutto il mondo.
I partecipanti quest’anno hanno potuto ammirare i paesaggi marittimi di tutta la costa della Spezia, dalle Cinque Terre fino a Lerici, dove le auto sono rimaste in esposizione ai piedi del Castello, mentre una folla di turisti entusiasti applaudiva e fotografava l’evento.
L’ultimo panoramico quanto impegnativo gruppo di prove ha quindi portato gli equipaggi a Bocca di Magra, per il meritato riposo e la cena di mare alla Capannina da Ciccio.
Durante la cena  è Andrea De Ranieri, sindaco di Ameglia, a premiare con cesti di prodotti tipici i vincitori del Gran Premio di Monte Marcello.
Dopo la serata i partecipanti hanno raggiunto Forte dei Marmi, per il consueto appuntamento con i migliori alberghi della città.

Sabato 16 Aprile: secondo giorno di gara. Le città d’arte della Toscana.
“L’automobile è femmina” – così sentenziò il Vate Gabriele d’Annunzio quando gli venne chiesto di scegliere se l’automobile era da intendersi di genere maschile o femminile. Tra le motivazioni, il fatto che l’automobile “è bella, fa girare la testa agli uomini, ma è totalmente inaffidabile”… Proprio dalla città di mare preferita dal Vate, Forte dei Marmi, ha preso il via la seconda giornata del Terre di Canossa 2016.
Macchine ed equipaggi, riposatisi dopo le fatiche del primo giorno, si sono ritrovati al Pontile del Forte, salutati dal Sindaco Umberto Buratti, e si sono avviati in direzione di Pisa per ammirare Piazza dei Cavalieri, sede della ‘Scuola Normale’ e per sfilare con le auto storiche ai piedi della Torre più famosa al mondo.
Lasciata Pisa, la strada ha cominciato a salire in direzione del Monte Serra, con la sua incantevole vista, prima della discesa verso Lucca. La parte competitiva della giornata è iniziata con l’ormai mitica serie di 14 prove concatenate ‘della Costanza’, per poi passare alle sfidanti e impegnative prove del Monte Serra. Un cielo terso ha accompagnato gli equipaggi fino alla emozionante parata sulle antiche Mura di Lucca, Patrimonio UNESCO, perfetto scenario per delle foto assolutamente suggestive.
Anche il pranzo al Real Collegio e lo spettacolo degli sbandieratori hanno contribuito a rendere indimenticabile la calorosa accoglienza della città, rappresentata dal sindaco Alessandro Tambellini, e dell’Aci di Lucca, rappresentato dal direttore Luca Sangiorgio.
La sosta prolungata ha anche consentito ai tanti stranieri una visita alla città, prima di ripartire con le auto verso Piazza Anfiteatro e Piazza San Michele, e poi in direzione di Fabbriche di Vallico per un gruppo di prove velocissime sulle strade del Rally Città di Lucca.
Pietrasanta, la città resa famosa da Botero e nel tempo diventata la città simbolo degli artisti in Italia, ha visto arrivare gli equipaggi del Terre di Canossa nel pomeriggio, in tempo per schierare le vetture in Piazza Duomo e godersi un aperitivo defatigante nei bar della piazza, accolti dal Sindaco Massimo Mallegni. Un meritato riposo prima dell’appuntamento forse più atteso dell’evento: l’imperdibile ‘beach party’ sulla spiaggia del Bambaissa a Forte dei Marmi. È sorprendente notare come i partecipanti abbiano prontamente abbandonato il ‘look pilota’ per un ‘look festaiolo’, molto più adatto a una serata a base di champagne e musica dal vivo.

Domenica 17 Aprile: terza giornata di gara. Da Forte dei Marmi a Reggio Emilia
Dopo la dura ‘prova’ del sabato sera tra ostriche, fragole e champagne, è bastato osservare gli sguardi di alcuni equipaggi al via della terza giornata, quella finale, per capire che ci si sarebbe potuto aspettare qualsiasi sorpresa in classifica…
Una volta partite dal lungomare di Forte dei Marmi, le vetture si sono dirette verso le montagne e, dopo una rapida salita costellata dalle bianche cave di marmo delle Alpi Apuane e dalle numerose prove cronometrate, hanno raggiunto la quota 1529 m. del Passo delle Radici. Qui, al Casone di Profecchia, the caldo e torta ai mirtilli fatta in casa hanno rifocillato gli equipaggi, mentre un grande camino acceso ha riscaldato i piloti delle vetture scoperte. In molti ne hanno approfittato per chiedere l’ora a Frederica Kirkpatrick, dal momento che è stata lei, assieme al marito Simon, a vincere il trofeo ‘Eberhard Forte dei Marmi’, e a ricevere l’orologio Champion V messo in palio dallo sponsor.
Dopo il passo, l’ultimo gruppo di prove, intitolato al Santuario della Madonna della Neve, ha poi portato gli equipaggi alla pausa pranzo organizzata nella Rocca di Montefiorino, splendido esempio di architettura medievale. Tra le vetture più a loro agio sul tortuoso percorso, il nutrito gruppo delle Porsche 356, ma anche le anteguerra, dai passi estremamente lunghi e dai freni meno sofisticati, hanno regalato soddisfazioni ai rispettivi piloti. La parte finale del percorso ha visto le scenografiche prove sui ponti di Calatrava, chiusi al traffico per l’occasione.
L’arrivo finale nella affollatissima Piazza del Duomo a Reggio Emilia è stato arricchito dalla presentazione al pubblico delle vetture da parte di Savina Confaloni, tra le voci più note del settore. Già durante le premiazioni nella Sala del Tricolore, tra gli arrivederci al prossimo anno, numerosi equipaggi hanno confermato di voler essere ancora presenti alla prossima edizione con l’ormai consueto  saluto: “Arrivederci a Canossa”.






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