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11 Novembre 2014
il MUSEO NICOLIS celebra l’asso dell’aviazione italiana FRANCESCO BARACCA









E’ una delle mostre italiane più importanti per celebrare la figura del più grande “asso” dell’aviazione italiana, le gesta epiche della Grande Guerra ma - e questa è certamente una sorpresa per i “non addetti ai lavori” - per scoprire anche le vicende che hanno legato Francesco Baracca, l’aeronautica militare italiana e il “cavallino rampante”, donato dalla famiglia di Baracca a Enzo Ferrari e che è tuttora riconosciuto come il simbolo italiano più famoso del mondo.

Per un evento di questa portata si sono mobilitate alcune delle istituzioni pubbliche e culturali più prestigiose, dal Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni che ospiterà la Mostra, alla Provincia autonoma di Trento, al Museo Francesco Baracca di Ravenna , al Vittoriale degli Italiani,  al  Museo Nicolis di Villafranca.

L’ “ANSALDO 4 C TORPEDO” della collezione Nicolis è uno dei gioielli esposti nella rassegna di Trento, per contribuire alla realizzazione di un percorso storico e culturale sorprendente e che racconta, attraverso cimeli, velivoli, auto, immagini, filmati, oggetti inediti, un pezzo di storia d’Italia e, contestualmente, l’evoluzione di alcuni grandi marchi industriali del nostro paese (Ansaldo, Fiat, Ducati, Caproni ), Aziende che hanno operato a cavallo tra i settori delle costruzioni meccaniche, automobilistiche, motociclistiche e aeronautiche mettendo le loro straordinarie competenze al servizio del Paese.

Per gli appassionati di aviazione e di automobili l’appuntamento è imperdibile, ma lo sforzo compiuto dagli organizzatori è a tutto tondo e tiene conto anche del pubblico dei giovani e giovanissimi che potranno godersi la mostra, imparare, conoscere,  anche attraverso le più moderne tecnologie digitali.

Quanto al legame creato fra Francesco Baracca e il Cavallino Rampante vale la pena ricordarlo brevemente lasciando alle suggestioni della Mostra il compito di fornire tutti i dettagli. Il Cavallino Rampante, di colore argenteo su campo rosso, rivolto a sinistra e con la coda abbassata, era lo stemma araldico del “ Piemonte Reale Cavalleria” uno dei più prestigiosi reparti dell’Esercito italiano presso il quale Francesco Baracca prestò servizio agli inizi del Novecento. Da lì a poco il giovane cavallerizzo volle diventare aviatore decidendo di adottare per i suoi aeroplani lo stemma con il cavallino rampante nero.  Nel 1918 la tragica morte di Baracca e, successivamente, il fortuito incontro fra la madre dell’aviatore,  la contessa Paolina Biancoli, e un giovanissimo Enzo Ferrari (all’epoca al volante di un’Alfa Romeo). Si racconta che la madre di Baracca donasse il prezioso emblema a Ferrari con queste parole: “Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna” . Il Cavallino originale era ed è rimasto nero, ma Ferrari ci aggiunse il fondo giallo canarino che è il colore di Modena

Questa è, in sintesi, la bella storia che ha indissolubilmente legato la casa di Maranello a questo simbolo, che tuttora appare sul timone di coda degli Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica Militare italiana.

In questa storia di grandi personaggi e di eventi epici si inserire, non a caso, una vettura straordinaria come la “ANSALDO 4 C TORPEDO” del Museo Nicolis di Villafranca che riconferma il proprio impegno a collaborare con le principali istituzioni culturali del Paese per realizzare iniziative ed eventi che “lascino il segno” La vettura, una delle più prestigiosa della collezione  La Ansaldo Automobili, sezione della S.A. Gio. Ansaldo di Genova, fu costituita nel 1918 e rimase attiva, con diverse ragioni sociali, fino al 1945.

La 4 CS è la versione sportiva del modello 4, presentato nel 1919, e contribuì in modo determinante a costruire la fama dell'Ansaldo come Casa automobilistica sportiva.

La vettura del Museo fu acquistata nuova da Ettore Mayr, rappresentante trentino dell'Ansaldo: la sua vettura doveva essere, come auto da dimostrazione, più veloce della media.  Mayr, recatosi in fabbrica per scegliere la vettura, manifestò le sue inclinazioni sportive per ottenere qualche "lavoretto" alla testata, un accorgimento che gli permise di spremere un paio di cavalli in più alla sua CS. Questa modifica, unitamente al cambio ravvicinato a sole tre marce che la vettura adottava di serie, gli permise di percorrere il chilometro lanciato su una base misurata dall’A.C. di Trento a 119 km/h contro i 110 km/h promessi dalla Casa e di ottenere diversi successi in gara, fra i quali la vittoria alla corsa in salita “Trento-Bondone” del 1924.



Una bella Mostra è sempre una occasione da non perdere. Per questo, dal 25 ottobre al 12 aprile, ogni momento può essere quello giusto per programmare una visita a Trento per ammirare “ Nel segno del Cavallino Rampante”






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